In caso di incidente
10/05/2010
Pochi giorni fa avevamo scritto parole di amara delusione per la mancata modifica del codice della strada, laddove si era deciso che non solo i privati cittadini, ma che anche i medici veterinari non avrebbero avuto diritto a un'eccezione nell'esercizio urgente della loro professione. In altri termini si sarebbe verificato che, di fronte a un animale domestico o selvatico, incidentato, neanche il medico veterinario e neanche con opportuno mezzo, a ciò attrezzato, avrebbe potuto infrangere (con le ovvie cautele dovute) il limite di velocità per tentare di salvare la vita al traumatizzato. L'Associazione medici veterinari italiani (Anmvi) chiedeva, da tempo, che venisse riconosciuto lo stato di necessità per il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute, in questo supportata dall'Associazione veterinari titolari di struttura (Assovet) che, attraverso le parole del suo presidente, Massimo Raviola, ribadiva come quella del medico veterinario fosse una professione medica appunto a 360 gradi con pesanti responsabilità nel prevenire e gestire traumi e malattia potenzialmente trasmissibile all'uomo. I veterinari sono medici dunque e non medici di serie B con tutto quanto a ciò consegue, anche la possibilità di spingere un tantino sull'acceleratore in caso di emergenza, come avviene non solo per il medico «umano», ma anche per chi si trovi a sventolare fuori dal finestrino un fazzoletto bianco, segnalando che, a bordo, c'è un malato grave che necessita di qualche precedenza...
leggi l'articolo di Oscar Grazioli