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Animalisti italiani - Canile di Trasacco

Pubblicato il 11 years ago da Cati

Comunicato stampa

26/10/2006

CANILE DI TRASACCO: NUOVA ORDINANZA DI CHIUSURA PER IL CENTRO CINOFILO DEL FUCINO (L’AQUILA).

 L’Aquila, 26 ottobre 2006 - Il Comune di Trasacco (l’Aquila), lo scorso 16 ottobre ha emanato una nuova Ordinanza di chiusura per il Centro Cinofilo del Fucino, il canile di Trasacco gestito da Pino Corsi, oggetto da anni di denunce da parte degli Animalisti Italiani e di accertamenti da parte delle autorità locali. L’Ordinanza nasce dalle segnalazioni dei confinanti del canile, dove vengono portati centinaia di randagi e che risulta convenzionato con più di 50 Comuni, con un guadagno annuo di centinaia di migliaia di euro. Gli Animalisti Italiani nel 2004 sporsero due denunce ed effettuarono una manifestazione, accompagnati dalle telecamere di Striscia La Notizia. In quell’occasione, tra l’altro, furono aggrediti un volontario e un cameramen.
Nell’estate 2004 venne emessa l’Ordinanza cautelare del Tribunale di Avezzano (26.07.2004) del dottor De Gregorio, con cui fu disposta la cessazione immediata dell’attività del canile ed il trasferimento immediato dei cani. Nell’ ottobre 2004 il Tibunale dispose il sequestro preventivo del canile e vi furono apposti i sigilli: il proprietario fece ricorso ed ottenne la custodia del canile e poi il dissequestro dal Tribunale del Riesame. I confinanti del canile non si sono arresi e hanno continuato la loro battaglia legale: i lamenti strazianti dei cani rinchiusi non sono mai cessati, segno inequivocabile delle condizioni di disagio in cui gli animali sono costretti a vivere.

Alla fine di marzo 2005 il Tribunale di Avezzano, accertato e dichiarato il superamento della normale tollerabilità dei rumori, ha condannato con sentenza 272/05 il Centro Cinofilo del Fucino alla cessazione delle immissioni rumorose, mediante allontanamento dei cani, condannando il proprietario al risarcimento danni per un totale di euro 15.000, oltre al pagamento delle spese processuali.

 
Il 25 maggio 2006 si è svolta presso il Tribunale di Avezzano la prima udienza dibattimentale del processo contro Pino Corsi per non aver ottemperato all’Ordinanza emessa dal giudice di cessazione dell’attività di gestione del canile e per le immissioni rumorose dovute al latrato dei cani. L’Avvocato Stefano Caroti si è costituto parte civile per Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani, insieme al confinante del Centro Cinofilo del Fucino, da anni in causa con Pino Corsi per le immissioni sonore dei latrati dei cani stipati nelle gabbie e per altri problemi causati alla sua famiglia. Il processo è stato rinviato all’11 dicembre 2006 per riunirlo con altri processi in cui è imputato il signor Corsi. 
“Con quest’ultima Ordinanza (Reg. n. 47/06) si dispone dunque la chiusura del Centro Cinofilo in quanto struttura priva dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 8/2004, in particolare per le norma che impone la distanza minima di 500 metri dai nuclei abitati, insediamenti urbani e strutture sanitarie ed annonarie.” – dichiara Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani e Consigliere Regionale Verdi Abruzzo – “E’ ormai scaduto il termine di 24 mesi concesso per l’adeguamento delle strutture di ricovero per randagi, il canile a tutt’oggi si trova a meno di 100 metri dall’abitazione della famiglia Nazzicone in causa con Pino Corsi da anni, non si è provveduto alla spontanea chiusura del ricovero né al trasferimento dei cani in altra sede e non sono state proposte soluzioni alternative alla chiusura.

Accogliamo con soddisfazione questa nuova Ordinanza di chiusura, consapevoli che la possibilità di un ulteriore ricorso potrebbe nuovamente far slittare la concreta applicazione di tale Ordinanza: dal 2004 ad oggi ne sono state emesse tre, senza alcun esito concreto ed i randagi abruzzesi continuano ad arrivare presso il Centro Cinofilo. Si tratta, è bene ricordarlo, di un canile composto da un unico immenso capannone dove i cani non possono mai vedere la luce del sole, dove non esiste un solo centimetro per permettere lo sgambamento dei cani – ossia la possibilità, per qualche ora al giorno, di correre, giocare, socializzare, “sgranchirsi le zampe”- e dove non esiste un solo albero o area verde. Attendiamo ancora che il famoso Canile di Sante Marie possa essere utilizzato come promesso due anni fa”.

 

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