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ANMVI - LiberOscar - Palio di Belpasso. Il sindaco paghi con le dimissioni per l'agonia di quel cavallo

Pubblicato il 11 years ago da Cati

E’ stato ampiamente accertato come il mondo dell’ippica e dei palii sia fortemente inquinato da infiltrazioni mafiose

26/09/2006

(dal quotidiano Libero del 26 Settembre 2006) - Nei giorni scorsi avevano chiesto la sospensione del palio di Belpasso i deputati Claudio Azzolini (Fi), Angelo Monelli (Verdi), Arnold Cassola (Verdi), Gianni Mancuso (An) e i senatori Salvatore Bonadonna (Prc) e Anna Donati (Verdi), che hanno inviato un fax al prefetto di Catania. “E’ stato ampiamente accertato come il mondo dell’ippica e dei palii sia fortemente inquinato da infiltrazioni mafiose che lucrano con un consistente giro di scommesse clandestine” hanno scritto chiedendone, assieme a numerose associazioni animaliste, la sospensione.Le gravi infiltrazioni della zoomafia nel mondo dei cavalli della provincia siciliana sono un fatto ormai assodato, come testimonia l’orrendo episodio della lapidazione in spiaggia di un cavallo, dopo una corsa clandestina lo scorso agosto e i recenti ritrovamenti di stalle abusive a San Cristoforo di Catania, in cui sono state scoperte sostanze dopanti e documentate macellazioni clandestine. Nulla da fare. Neanche i parlamentari hanno convinto il prefetto e il sindaco a fermare l’ennesima dissennata corsa di cavalli iniziata sabato scorso, su una delle principali strade cittadine. Uno dei tanti palii corsi sull’asfalto, trasformato in una delle solite piste mortali. Mauro Bottigelli , della LIDA mi legge il fax inviato alla prefettura, il giorno prima, in cui si rilevano la carenza di protezioni adeguate e le protuberanze metalliche formate dalle transenne mal disposte. Ennio Bonfanti, profondo conoscitore delle condizioni in cui si svolgono i palii siciliani, aveva previsto che ci sarebbero stati gravi incidenti. Tutte le autorità sapevano quanto pericoloso, per gli animali e per gli uomini, fosse questa schifezza travestita da gara. Il sindaco si è messo a ridere e il prefetto ha fatto spallucce. Nessuno ha mosso un dito. Il povero Nobel Rebel, disarcionato il fantino, ha proseguito la corsa tra le urla e gli scherni delle bocche sgangherate che affollavano via Roma, oltrepassando il traguardo per finire con il cranio fracassato contro un’automobile parcheggiata. Forse rideva anche il sindaco che, nonostante il ferimento di alcune persone, e il sangue versato dal cavallo esanime sulla strada, ha consentito che altre cose avessero luogo, come se nulla fosse successo. Ci dica, signor sindaco, le scappa ancora da ridere?

Oscar Grazioli

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