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LAV - Vivisezione: metodi alternativi possibili

Pubblicato il 12 years ago da Cati

il convegno scientifico “Dal Topo al Mouse”

30/10/2006

Col saluto dei Presidi delle Facoltà di Farmacia, Ingegneria, Medicina e Scienze dell’Università di Palermo, che patrocina l’evento, è iniziato stamattina e proseguirà fino alle ore 17.30, presso la sala “Domenico Lanza” accanto l’Orto botanico cittadino, il convegno scientifico “Dal Topo al Mouse” sui metodi alternativi alla sperimentazione animale, organizzato dalla LAV per divulgare presso la comunità scientifica e gli studenti universitari le motivazioni etiche e scientifiche dell'antivivisezionismo e, soprattutto, le possibili alternative per una solida, rapida e consistente ricerca scientifica in ambito biomedico. L’alto profilo scientifico emerso già dai primi interventi della mattinata ha confermato la valenza nazionale del convegno (il primo del genere organizzato in Sicilia dalla LAV) al quale partecipano relatori provenienti da tutta Italia: ricercatori dell'area biomedica, docenti universitari e rappresentanti di imprese impegnate contro la sperimentazione animale.

Nel suo intervento, il Prof. Gianni Tamino (Dipartimento di Biologia, Università di Padova) ha sostenuto che la sperimentazione animale è un errore metodologico che “trae origine da una visione meccanicista e riduzionista della natura, che assimila uomini ed animali a macchine. Ma ogni biologo sa che animali diversi possono presentare alcune caratteristiche anatomiche e fisiologiche simili, ma molte altre diverse. Così ogni risultato ottenuto su un animale ci fornisce tutt’al più dati utili per quella specie, ma non sappiamo se ciò che si è ottenuto su quell’animale si verificherà anche nell’uomo. Sapremo se vi è o meno corrispondenza tra l’uomo e l’animale solo dopo aver sperimentato le stesse sostanze sull’uomo, che sarà a sua volta una cavia”.

Per la Dr.ssa Flavia Zucco (Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare, CNR Roma) è ormai necessario rielaborare alcuni concetti sulla sperimentazione animale alla luce delle innovazioni scientifiche e tecnologiche che hanno prodotto “enormi cambiamenti sul piano sociale e culturale, che si sono poi riflessi in legislazioni più adeguate alla complessità ed all’avanzamento della conoscenza”. “Una coscienza etica diffusa nei confronti dell’ambiente in cui viviamo, un’attenuazione della concezione antropocentrica dell’uomo, un richiamo alla maggiore responsabilità sociale degli scienziati - afferma - sono gli aspetti rilevanti di questa nuova cultura”.

L’intervento del Prof. Gerardo Catapano (Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali, Università della Calabria) ha dimostrato i vantaggi conseguenti all’uso di “bioreattori in flusso continuo nella caratterizzazione del metabolismo di cellule epatiche” sostitutivi dei “tradizionali” test sugli animali per accertare la tossicità di un farmaco. “Informazioni ricavate negli ultimi anni – ricorda il prof. Catapano - suggeriscono che solo tessuti umani possono produrre informazioni accurate ed affidabili sul metabolismo di una specie bio-chimica da parte dell’uomo”.

Nella sessione pomeridiana prenderà la parola il Prof. Cristiano Nicolella (Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali, Università di Pisa) per illustrare i modelli fisici dell’intestino umano “che possono significativamente contribuire a ridurre o eliminare il ricorso alla sperimentazione animale per la validazione di nuovi prodotti o trattamenti terapeutici”. In particolare, sarà presentato alla comunità scientifica un modello sperimentale di intestino umano sviluppato in collaborazione tra l’Università di Pisa e l’Università di Reading.

Si parlerà anche di modelli matematici e sperimentazione: il Prof. Lucio Rizzuti (Dipartimento di Ingegneria Chimica dei Processi e dei Materiali, Università di Palermo) esporrà l’importanza della validazione dei modelli matematici presentandone alcuni esempi tipici dell’ingegneria e diversi approcci di validazione

In conclusione, la Dr.ssa Malva Moncalvo (Helan – Cosmesi di laboratorio, Genova) porterà l’esperienza dell’adesione della Helan allo standard internazione non testato su animali gestito in Italia dalla LAV che certifica cosmetici prodotti senza ricorso ad esperimenti su animali

“Ogni anno solo in Italia più di 900.000 animali, circa 3.000 al giorno, vengono utilizzati sia nella ricerca di base che applicata. I test a cui vengono sottoposti sono spesso richiesti da leggi antiquate e forniscono risultati inapplicabili all'uomo – dichiara l’ing. Caterina Lo Presti, responsabile LAV Palermo –. I numerosi ed autorevoli interventi scientifici di oggi dimostrano, dati scientifici alla mano, che un’altra ricerca è possibile e che i risultati ottenuti con la sperimentazione animale portano molto più spesso di quanto si possa immaginare a conseguenze anche gravi per la salute degli uomini, che alla fine risultano essere le vere cavie”.

“Auspico che il convegno ‘Dal Topo al Mouse’ non sia un evento isolato, bensì il preludio di un progetto formativo continuato presso l'Università di Palermo sul tema attuale dell'uso di animali nella ricerca” ha dichiarato la dr.ssa Roberta Bartocci, Responsabile nazionale LAV ‘Settore Vivisezione’. “Lo sviluppo di metodi sostitutivi ha fatto passi da gigante e a livello internazionale sono sempre di più gli sforzi per sostituire l'uso di animali con metodi sicuri ed avanzati, per ragioni non solo etiche ma anche scientifiche. Gli interventi dei relatori di oggi - prosegue - hanno dimostrato chiaramente come l'uso degli animali non sia legato ad esigenze scientifiche, quanto piuttosto all'abitudine e alla mancanza di finanziamenti adeguati per riconvertire i laboratori. Il Governo rispetti gli impegni presi a pag 153 del suo programma in favore dei metodi sostitutivi all'impiego di animali: la ricerca biomedica in Italia e nel Mezzogiorno in particolare ne hanno urgente bisogno”.

Il convegno è stato anche l’occasione per fare il punto sulla vivisezione in Sicilia: sono ben 27 gli stabilimenti dove si praticano esperimenti su animali nelle nostra Regione, secondo i dati che la LAV ha elaborato in base alle informazioni raccolte dal Ministero della Salute relativi agli anni dal 2002-2005.
La sperimentazione sugli animali è praticata all’Università di Palermo, all'Università di Catania, all'Università di Messina, all'Istituto Zooprofilattico di Palermo ed all'Ospedale Civico di Palermo; altri stabilimenti sono stati autorizzati presso strutture private come la ditta Cyanamid (Catania), la S.I.F.I Società Industria Farmaceutica Italiana (Catania), l'Associazione “Oasi Maria Ss.” di Troina (Enna), la ditta Wyeth Lederle di Catania e la Tecnogen. Gli animali utilizzati per gli esperimenti in tali laboratori sono ratti, topi, conigli e cavie, ma anche suini e cani. 

www.infolav.org